Smart vision EQ fortwo. Una concept senza volante per il Car2go del 2030

Connessa, autonoma (di livello 5, il massimo), condivisa, (shared) ed elettrica. In una parola CASE, acronimo che descrive la strategia del Gruppo Daimler per i modelli del futuro: a Sindelfingen, la Smart ha presentato la vision EQ fortwo, prima concept senza comandi che non solo incarna i progetti della Casa sul fronte della nuova mobilità (a emissioni zero e orientata al car sharing “senza compromessi”), ma che apre anche le porte all’adozione della denominazione EQ sul fronte delle citycar. Parliamo del brand hi-tech che caratterizzerà le future proposte elettriche e ibride plug-in del gruppo della Stella, introdotto per la prima volta dal prototipo Mercedes-Benz presentato al Salone di Parigi.

Sharing cittadino. La piccola concept, in mostra all’imminente Salone di Francoforte, incarna per l’appunto una visione, una chiave di lettura per un’ipotetica città del 2030: un orizzonte in cui il car sharing (e Car2go nello specifico, già a disposizione con tutti i suoi asset tecnologici e i 2,7 milioni di clienti a livello mondiale, di cui 370 mila in Italia) sarà completamente autonomo, in diretta concorrenza con il trasporto pubblico. La Smart immagina già degli algoritmi predittivi basati sull’intelligenza artificiale, grazie ai quali la vision EQ fortwo potrà spostarsi in continuazione (il moto quasi perpetuo rappresenta la vera fonte di guadagno di questa tipologia di servizi), presentarsi nei luoghi di massima richiesta al momento giusto (per esempio davanti a uno stadio dopo una partita di calcio) e gestire la condivisione dei viaggi tra due persone. Un’impostazione che potrebbe avere un impatto diretto sul traffico: secondo la Smart, i servizi di flotte autonome riusciranno a dimezzare il numero di vetture su strada, a parità di passeggeri trasportati.

Un display semovente. Come spiegato dal numero uno della Smart, Annette Winkler, e dai designer che hanno seguito il progetto, la vision EQ fortwo ripropone le misure canoniche delle citycar di Stoccarda: la biposto, infatti, è lunga 2,69 metri, larga 1,72 e alta 1,53 metri. La carrozzeria, però, si discosta da quanto visto finora: la nuova interpretazione della cella di sicurezza Tridion propone uno sviluppo sferico, accompagnato da un tetto di vetro panoramico che va a includere il parabrezza e il lunotto posteriore senza soluzione di continuità. Le porte ruotano oltre l’asse posteriore, aprendosi verticalmente per risparmiare spazio e ridurre i rischi di impatto con gli altri utenti della strada. Su questo fronte, sono interessanti anche le superfici, proposte in due versioni: trasparenti, oppure opache con dei display in grado di proiettare informazioni all’esterno (meteo, eventi locali, notizie o le personalizzazioni scelte dai passeggeri), un’idea accarezzata anche dalla BMW con la Mini Vision Next 100. Filosofia simile per il Black Panel frontale da 44”, usato dalla Smart per comunicare con l’esterno: oltre a indicare lo stato di servizio, lo schermo può visualizzare dei messaggi per gli utenti o per i pedoni, invitandoli ad attraversare le strisce. Anche i fari sono sostituiti da display a Led multifunzione: le luci posteriori servono a visualizzare lo stato della ricarica, avvisi o comunicazioni relative al traffico.

smart vision EQ fortwo

Niente volante. All’interno, la EQ fortwo offre un’unica seduta per due passeggeri, separati da una console-bracciolo centrale a scomparsa, e una plancia senza pulsanti occupata da un unico schermo touch da 24” in grado di visualizzare tutte le funzioni, gli interessi e le preferenze personali degli utenti. In pratica, una sorta di estensione dello smartphone. Come Sedric, il van autonomo della Volkswagen, anche la concept Smart rinuncia coerentemente al volante e ai pedali: nel car sharing autonomo e personalizzato (che il Gruppo Daimler sta sperimentando con la Bosch), non c’è infatti spazio per i comandi.

Ricarica wireless. La vision EQ fortwo adotta una batteria agli ioni di litio da 30 kWh, ripristinabile dalla stessa vettura in totale autonomia: la Casa immagina parcheggi dedicati, hub di mobilità e stazioni dotate di ricarica wireless (ovvero senza connettori) che dovrebbero eliminare alla radice il problema dell’autonomia e della rete. È inoltre prevista la tecnologia V2G, grazie alla quale le citycar potranno essere integrate nel network per cedere energia e stabilizzare i flussi.

Futuro elettrico. La vision EQ fortwo, ci spiega Winkler, non rappresenta un’anticipazione del design delle future Smart: “Semmai si tratta di un simbolo, della nostra idea di futuro”. E a proposito di futuro, il numero uno del brand vede ancora un posizionamento sul mercato privato: “La Smart resterà un brand per la mobilità personale, ma i confini della proprietà saranno sempre più sfumati, liquidi: se lo vorremo, potremo condividere l’auto con altre persone, magari familiari o vicini di casa”. Filosofia “ready to share”: uno scenario che stanno sviluppando Case come la BMW (sempre con la Mini) e la Tesla. Una cosa, comunque, è certa: il futuro della Casa saranno la guida assistita (parziale o totale) e le batterie. “Il diesel resta la chiave per contenere le emissioni di CO2, ma il nostro destino è diventare full electric – conclude Winkler – La domanda, ovviamente, è quando”. Insomma, la gamma electric drive di fortwo coupé, cabrio e forfour resta la strada maestra, sulla scia dei primi esemplari testati nell’ormai lontano 2007.

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